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Torronificio

Le origini del nostro torrone dal 1919

Ingredienti

Il torrone Scaldaferro è composto da mandorle italiane tostate (o noci, o nocciole, o pistacchi), amalgamate al miele, zucchero e albume d’uovo montato a neve.
Il composto, bianco, cremoso e soffice, viene fatto cuocere lentamente, poi lavorato e posato a mano e incartato a caldo: in questo modo è possibile conservare l’aroma e la fragranza di tutti gli ingredienti.
Uno dei segreti del torrone Scaldaferro è la lenta cottura a bagnomaria, non riscontrabile nei torroni industriali, che rende il prodotto friabile e inconfondibile, in quanto montato “a spuma” in caratteristici fiocchi e di colore leggermente ambrato. Ma è anche la posatura a mano a rendere il torrone Scaldaferro così friabile: invece di essere pressata, rullata o stirata meccanicamente, ogni stecca viene posata fiocco per fiocco su un letto di cialda, senza l’aggiunta di coloranti, conservanti o additivi chimici.
Questi torroni sono prodotti con una percentuale elevatissima di miele ed una qualità che non hanno eguali nel mercato italiano.
L’azienda lavora, seleziona ed utilizza i migliori mieli italiani monoflorali, come il miele salino di Barena, il miele d’arancio siciliano, il miele di rosmarino calabrese, il miele di nespolo siciliano, il miele di ciliegio pugliese, il miele di mandorlo siciliano, il miele di coriandolo toscano, il miele di Sulla abruzzese, il miele di corbezzolo sardo.

Quasi tutte le regioni e le eccellenze dell’apicoltura italiana sono rappresentate!

Vediamo nel dettaglio gli ingredienti che lo compongono.

Frutta secca

Mandorle italiane provenienti dal Sud Italia

Per la produzione del Mandorlato Scaldaferro vengono utilizzate mandorle italiane di forma ovoidale, di una varietà priva di amare, di consistenza tenera e friabile all’esterno e più dura e croccante all’interno, e di sapore dolce. Le mandorle, raccolte nella seconda decade di agosto, vengono sbucciate e sottoposte a una triplice calibratura per arrivare ad una dimensione che permetta un’omogenea tostatura a caldo. A seconda del miele utilizzato nell’impasto, vengono utilizzate mandorle “robuste”, ovvero molto saporite e ricche d’olio o mandorle dal sapore delicato e vellutato.

Nocciole IGP delle Langhe

Per il Torrone alle Nocciole vengono utilizzate le nocciole trilobate delle Langhe, prodotto IGP, unite al raro miele di rosmarino. La Nocciola Piemonte I.G.P., distinguendosi dalle altre varietà italiane ed estere per l’alto contenuto in olio (circa il 70%), dimostra di essere un alimento pregiato e di qualità, in grado di soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più attento agli aspetti nutrizionali e salutistici dei prodotti alimentari. Il risultato è un torrone dal gusto unico e dalla qualità indiscussa, che unisce dolcezza a benessere grazie all'apporto degli agenti antiossidanti garantito dalle nocciole.

Noce Lara di Adria in Polesine

La noce fa parte del patrimonio culinario italiano sin dai tempi degli Antichi Romani. Le noci hanno un alto contenuto di minerali come il fosforo, il potassio, il magnesio, il calcio e il ferro, che tonificano il sistema nervoso e rinforzano le ossa, mentre il loro olio essenziale è un potente disinfettante ed antisettico. Per il torrone alle noci, il Torronificio Scaldaferro seleziona la noce Lara di Adria in Polesine, che ha la particolarità genetica di presentare un mallo interno separato completamente dal guscio esterno. Questo fa sì che la noce non venga a contatto con l’aria e sia protetta dal naturale irrancidimento. La noce Lara ha un gheriglio carnoso con una ridotta percentuale di grassi, un sapore particolarmente dolce e fresco e con una pellicina che non allappa la bocca. Appena raccolta, la noce viene congelata a 40° sotto zero e messa sotto vuoto, per preservarne le qualità organolettiche. Una volta tostata, viene mescolata in cottura al miele di Sulla abruzzese, che ha sentori di frutti rossi e sottobosco.

Pistacchio di Bronte

Il Torronificio Scaldaferro utilizza per i suoi torroni limited edition il pistacchio verde di Bronte DOP. Questo pistacchio viene raccolto a mano, sgusciato e calibrato in Sicilia e tostato a caldo direttamente nel laboratorio scaldaferro con la sua caratteristica pellicina esterna di colore rosso rubino, che apporta al prodotto importanti elementi minerali e nutrizionali. Viene poi mescolato al miele di arancio siciliano o di coriandolo toscano, che conferiscono note agrumate e leggera acidità al torrone finale.

Miele

Miele salato di Barena

Le barene sono le terre emerse a ridosso e all’interno della laguna di Venezia, quasi sempre sommerse dall’acqua salmastra. Qui cresce una particolare pianta, lo Sparto delle barene, dai caratteristici fiori bluastri. Dalla pianta le api producono il miele di Limoneum, che si caratterizza per un sapore leggermente amaro, con forti note minerali e saline. Questo miele si accompagna perfettamente alle mandorle.

Miele d'arancio siciliano

Il miele fior d’arancio utilizzato dal Torronificio Scaldaferro proviene dalle zone della Piana di Ribera e della Piana di Catania (dove si producono rispettivamente la famosa Arancia Washington Navel e l’Arancia Rossa di Sicilia), in contesti bio-ecologici naturali. Di odore intenso simile a quello dei fiori da cui proviene, ha un sapore gradevolmente dolce con aroma fresco di zagara, con tendenza al fruttato, e il suo colore va dal giallo al giallo paglierino. Viene abbinato solitamente ai Pistacchi di Bronte.

Miele di rosmarino

Il miele di rosmarino viene utilizzato dal Torronificio in una limited edition abbinato alle nocciole trilobate delle langhe DOP. E’ uno dei mieli italiani uniflorali più caratteristici e rari, poiché la pianta fiorisce tra febbraio e marzo, periodo in cui la maggior parte delle api è in letargo. Il gusto è molto dolce, il retrogusto marcatamente acido, l’aroma vagamente offcinale e ricorda molto il profumo dei fiori, con sentori di farina fresca e un finale di mandorle amare.

Miele di nespolo

Il miele di nespolo viene utilizzato dal Torronificio Scaldaferro di Dolo in una limited edition, abbinato a mandorle siciliane. Il colore del miele di nespolo varia dal bianco perlaceo al beige. L’odore è abbastanza intenso e richiama quello dei frutti; il profumo, simile alla rosa, rispetto agli altri mieli è molto intenso. Il sapore è molto dolce, con aroma intenso di mandorla amara e leggermente piccante.

Miele di ciliegio

Il Torronificio Scaldaferro produce una limited edition con il raro miele di ciliegio della varietà “ferrovia” delle piane pugliesi. Si tratta un miele monoflorale particolarmente raro perché la sua produzione è determinata dalle condizioni atmosferiche che il più delle volte, in primavera, sono avverse e non consentono fioriture abbondanti. Il cultivar “ferrovia” ha la caratteristica di essere particolarmente grosso e di terminare a punta: il primo albero nacque vicino ad un casello ferroviario delle Ferrovie Italiane Sud-Est e gli abitanti di questo paese lo chamarono “Ferrovìa” perché nato a pochi metri dai binari. Ha un sapore forte e aroma di mandorla e di noccioli di ciliegia. Il profumo ricorda quello del fiori dai quali deriva e può essere avvicinato a quello della mandorla amara con sentori fruttati e di zucchero caramellato. Al miele di ciliegio viene aggiunta nella limited edition la mandorla pelata pugliese della varietà “Filippo Cea”, dalla forma e sapore ineguagliabili. La mandorla lascia un palato pieno e bilanciato con ricordo di grano, burro e fiori bianchi ed un finale elegante con notevole persistenza in bocca, grazie alla sua ricchezza in oli essenziali.

Miele di mandorlo siciliano

Il Torronificio Scaldaferro produce una limited edition con il raro miele di mandorlo proveniente dalla piana del palermitano in Sicilia. L’aroma e il profumo richiamano i fiori ed il frutto della mandorla. Il miele viene addizionato alla mandorla siciliana della varietà Tuono, dal sapore intenso, pronunciato e particolarmente croccante. La caratteristica di questa produzione è di aver potuto ricavare dal medesimo terroir e dal medesimo albero sia il miele che la frutta secca di accompagnamento e di aver creato un’armonia di gusto modulando sapori molto simili tra loro.

Miele di coriandolo toscano

Il Torronificio Scaldaferro utilizza il rarissimo miele di coriandolo toscano nella limited edition al pistacchio. Il sapore fresco e leggermente acidulo, permette di contrastare efficacemente la sensazione burrosa che lascia al palato il pistacchio. Il coriandolo è uno degli aromi più antichi della nostra tradizione veneziana. Nel trecento per Carnevale i suoi frutti venivano canditi dai veneziani e da li iniziò la tradizione dei coriandoli a Carnevale, cioè dei semi ricoperti di zucchero che venivano mangiati o gettati per strada in segno di buon augurio.

Miele di Sulla abruzzese

Questo miele, proveniente dalla pianta di erica montana, cresce in ambenti collinari incontaminati dell’Abruzzo. Per Il suo sentore di frutti rossi lievemente acidulo, viene abbinato dal Torronificio Scaldaferro alle noci Lara, per contrastare le note metalliche di questa frutta secca.

Miele di corbezzolo

Il corbezzolo è un miele di spiaggia: proviene da un arbusto sardo, che cresce lungo la costa mediterranea dell'isola. La scarsa produzione è dovuta alla fioritura tardiva dell’arbusto, tra ottobre e novembre, quando le api non sempre possono uscire a bottinare a causa delle condizioni atmosferiche. Il miele ha un caratteristico color marrone ed un inconfondibile odore e sapore amaro leggermente astringente che ricorda il caffè macinato o le foglie d’edera. Questa varietà viene utilizzata in una limited edition - premiata nel 2020 come miglior torrone italiano dalla rivista ``Il Gambero Rosso `` - e all’impasto viene abbinata una mandorla dolce dalla forma leggermente allungata, dai sentori burrosi e di fiori bianchi.

Miele di rosa bulgara damascena

Questo miele proviene dalla valle delle rose in Bulgaria: ci vogliono migliaia di fiori per estrarre il nettare che lo compone. La Rosa Damascena è un arbusto che cresce fino a un'altezza di tre metri: il fiore ha una profumazione molto intensa, di colore rosa tenue o rosso e la sua forma tondeggiante ricorda una coppa. L'odore del miele ha sfumature agrumate e sentori marini. Al miele di rosa è aggiunta, nella limited edition, una mandorla pelata pugliese dal sapore netto che lascia un palato pieno e bilanciato con ricordo di grano, burro e fiori bianchi.

Spezie

Pepe di Sechuan

Il pepe di Sechuan è una piccola bacca ottenuta dalle piante del genere Zanthoxylum, fortemente utilizzata in Asia come spezia. Il nome pepe è dovuto al fatto che la bacca può ricordare una bacca di pepe nero, ma tra le due spezie non c’è correlazione. Il pepe di Sechuan ha un sapore particolare: non è pungente come il pepe nero o il peperoncino, ma, dopo il piccante, presenta un leggero aroma di limone o arancio e lascia in bocca una sensazione di leggero intorpidimento. A differenza del vero pepe i semi interni vengono scartati e si usano solo i gusci che li contengono, i quali di solito vengono tostati e macinati appena prima del loro utilizzo in qualche ricetta e generalmente vengono aggiunti all’ultimo momento, a fuochi ormai spenti.

Sale Maldon

Sebbene non possa considerarsi una spezia, il sale per quasi 1000 anni ha condiviso con esse l’enorme importanza economica, la funzione di conservazione dei cibi ed ha rimarcato lo status sociale di chi lo usava. Per alcuni prodotti più esclusivi al cioccolato del Torronificio Scaldaferro (i tartufi al cioccolato, la crema spalmabile, le tavolette al cioccolato) e in alcuni dei nostri gelati, utilizziamo come ingrediente il Sale di Maldon. Cos’è e che caratteristiche ha il sale maldon? Questo sale prende il suo nome dall’omonima cittadina inglese situata sull’estuario del fiume Blackwater, nella regione dell’Essex. Qui il sale si produce da secoli (la leggenda lo vuole scoperto dai romani), grazie alla bassa piovosità e alle paludi alimentate dalle maree, che si traducono in un’alta salinità delle acque. Nel clima umido e piovoso della Gran Bretagna non si riesce a produrre il sale nelle saline costiere, come nei più caldi e soleggiati paesi mediterranei, ma lo si deve purificare e cristallizzare dall’acqua di mare con un processo che all’origine consisteva semplicemente nel far bollire su un fuoco dell’acqua salmastra in un recipiente largo e basso. Per ottenere il sale di Maldon anche oggi viene raccolta l’acqua nel corso dell’alta marea, poi viene filtrata e posta in grandi contenitori dove viene fatta bollire per un breve periodo. In seguito la temperatura dell’acqua viene regolata in modo da ottenere i cristalli di sale, che vengono raccolti tutti i giorni e messi ad essiccare in forno prima di essere messi in commercio. L’unicità di questo sale è dovuta alle sue caratteristiche organolettiche, in quanto è meno amaro del sale comune e mantiene una maggiore resistenza allo scioglimento, ed alla caratteristica forma a scaglie (come dicono gli inglesi in “flakes”), estremamente friabili, tanto da poter essere sbriciolati fra le dita. La forma a scaglie occupa una superficie maggiore sulla nostra lingua e pertanto sollecita maggiormente i recettori del gusto presenti sulla stessa.

Zafferano di Navelli

Il crocus Sativus o zafferano (“safranum” in latino) rimanda all’arabo “za’fran “ che significa “giallo”, essendo la spezia usata in origine per colorare tessuti e stoffe. La varietà, i cui pistilli vengono lasciati in infusione a caldo con il miele per oltre 30 giorni, ha un colore rosso vivo. E’ una spezia molto costosa e rara perché si estrae dai fiori manualmente una quantità minima (un grammo di prodotto ogni 300 fiori). Viene utilizzata in laboratorio per produrre la limited ``zafferano, miele di arancio e mandorle``. Il sapore agrumato del miele viene trasformato dalla spezia, che aggiunge note leggermente amare e metalliche. All’impasto viene addizionata una mandorla pelata pugliese dal sapore netto con sentori di grano, burro e fiori bianchi.

Zenzero

E' una spezia utilizzata per la produzione in gelateria del nostro sorbetto al limone di Siracusa e zenzero fresco. Questa radice è una delle prime spezie esportate dall’Asia e si ritiene che sia stato Alessandro Magno a introdurla in Occidente. Il nome deriva dall’Arabo Zind-schabil, che significa radice cornuta, che fa riferimento ovviamente alla sua particolare forma. Lo zenzero fresco viene tagliato a fettine sottilissime ed emulsionato al succo di limone, per dare una nota piccante al nostro sorbetto, che ne esalta le proprietà rinfrescanti e dissetanti.

Altre materie prime

Vaniglia

Il Torronificio Scaldaferro utilizza nella sua lavorazione la Vanilla Planifolia o Vanilla Fragrans, che cresce nell’arcipelago delle isole Reunion e precisamente nell’isola Bourbon. I lunghi baccelli della Vaniglia Bourbon sono di una qualità eccezionale: si tratta di baccelli Prima e Terza Nera, cioè di vaniglia non spaccata da 14-20 cm con una quantità di vanillina del 2%. Il frutto maturo è completamente inodore: il suo inconfondibile e pregiato profumo lo acquisisce subendo un processo di fermentazione.

Zucchero

Lo zucchero utilizzato dal Torronificio proviene dagli zuccherifici in funzione già a partire dal 1910 di Pontelongo, storico paese in provincia di Padova. Lo zucchero utilizzato nel mandorlato proviene dalla raffinazione della barbabietola da zucchero italiana. Nella produzione limited edition del Mandorlato Scaldaferro, allo zucchero semolato si aggiunge lo zucchero di canna grezzo, che valorizza particolarmente il blend di mieli pregiati utilizzati in cottura.

Albume d’uovo

L’albume d’uovo utilizzato dal Torronificio Scaldaferro proviene da allevamenti di galline a terra italiane e francesi, alimentate solo con vegetali biologici e sotto stretto controllo veterinario. L’albume viene selezionato in base alla razza, al contenuto proteico, al colore e alle caratteristiche di alta montabilità. L’albume viene pastorizzato e liofilizzato all'origine e reidratato in laboratorio, mantenendo tutte le qualità e caratteristiche organolettiche.

Cioccolato

Il Torronificio Scaldaferro produce fiocchi, dragees e tavolette di torrone ricoperti di finissimo cioccolato: si uniscono felicemente l’inconfondibile sapore del miele ad un cioccolato fondente dal profumo delicato ed invitante con sentori di nocciola, creando un nuovo squisito equilibrio di sapori. Il Torronificio Scaldaferro, fedele alla tradizione centenaria dei migliori cioccolatieri, utilizza una ricetta che prevede l’utilizzo di solo burro di cacao ed esclude dalla lavorazione l’aggiunta di altri grassi. Il Torronificio Scaldaferro utilizza un blend di alcune pregiate varietà di cacao per la ricopertura fondente ed un delicato cioccolato bianco al latte per i torroncini ricoperti. Nel Blend 66% del cioccolato fondente, utilizzato sia nei torroncini che nella copertura delle monoporzioni classiche, il gusto del cioccolato si allarga in sensazioni erbacee, di sottobosco (ribes, lamponi e more) con profumo di legni pregiati, e fa risaltare l’intensità del miele presente nell’impasto. Quanto al gusto, si percepisce un sapore largo e fruttato, piacevolmente acidulo. Nel cioccolato al latte al 28% di cacao, si percepisce un profumo avvolgente di latte, vaniglia e miele, di sapore gradevole, cremoso ma non troppo persistente.

Come nasce il torrone

Il torrone Scaldaferro è composto da frutta secca italiana tostata amalgamata a miele, zucchero e albume d’uovo montato a neve. Il composto, bianco, cremoso e soffice, viene fatto cuocere lentamente a bagnomaria in caliere di rame, poi lavorato e posato a mano e incartato a caldo: in questo modo è possibile conservare l’aroma e la fragranza di tutti gli ingredienti. La posatura a mano rende il torrone Scaldaferro estremamente friabile: invece di essere pressata, rullata o stirata meccanicamente, ogni stecca viene posata fiocco per fiocco su un letto di cialda, senza l’aggiunta di coloranti, conservanti o additivi chimici. Vediamo nel dettaglio come nasce il nostro torrone.

Lavorazione

Controllo delle materie prime

Per realizzare il torrone la prima fase di lavorazione riguarda la selezione e il controllo all'origine delle materie prime. La frutta secca, già selezionata e calibrata dal produttore, viene ulteriormente controllata a mano, setacciata in antichi “tamisi” e sottoposta ad un’analisi al metal detector. Ciò permette di togliere eventuali impurità o corpi estranei (gusci, bucce) ed ottenere uan certa uniformità per garantire una tostatura più omogenea. Dopo analisi di laboratorio che accertano la corrispondenza del prodotto alle leggi vigenti, il miele arriva vergine integrale in Torronificio, viene filtrato in fusti e viene poi mescolato all'impasto, per creare una miscela speciale. La vaniglia in bacca dal Madagascar viene invece pulita, triturata e miscelata allo zucchero a velo. Il glucosio, estratto a caldo dalla barbabietola da zucchero, viene miscelato al miele. L’albume d’uovo viene montato e aggiunto all'impasto molto lentamente, per facilitare l’inglobamento dell’aria.

Tostatura

Le mandorle vengono poi tostate con un processo che ne mantiene l’aroma e la giusta umidità. È un’operazione di forte riscaldamento che riguarda la porzione superficiale della mandorla. Per effetto della tostatura si ottiene una disidratazione della superficie del prodotto e conseguente formazione di una crosta, un imbrunimento localizzato più o meno intenso e nel contempo la formazione dei composti peculiari del gusto. Per questo procedimento viene utilizzato un forno per la tostatura del caffè sapientemente modificato: le pale interne ricurve ruotano in continuazione e permettono una tostatura omogenea della mandorla. A differenza dei prodotti industriali, che prevedono una essiccatura della frutta, la tostatura ad oltre 170° fa uscire l’olio di mandorla dal seme che imbibisce la pasta di mandorlato e gli conferisce un particolare sapore. A cottura ultimata le mandorle vengono lasciate raffreddare in sacchi di iuta. La iuta, fibra naturale, permette la traspirazione del seme e ne conserva aroma e umidità.

Cottura di miele e zucchero

La terza fase è la cottura di miele e zucchero, che vengono versati in antiche pentole di rame munite di un braccio meccanico. Il braccio meccanico mescola instancabilmente per oltre 8 ore il prodotto, che durante la miscelazione viene cotto a “bagnomaria”. Questo metodo di cottura, infatti, è particolarmente indicato per i cibi che soffrono l'esposizione a un calore intenso, dal momento che è facile controllare la temperatura grazie alla possibilità di aprire e chiudere il vapore che alimenta le pentole. In questo modo è possibile conservare inalterate le proprietà degli ingredienti. La cottura a bagnomaria viene realizzata mettendo una pentola d'acqua sul fuoco, nella quale verrà introdotta un'altra pentola più piccola contenente l'alimento, che si riscalderà per l'effetto conduttivo della sottostante. Durante questo processo, miele e zucchero perdono la maggior parte dell'acqua. A questo punto viene versato l’albume d’uovo che, a contatto con l’impasto caldo, si gonfia d’aria e la incorpora al suo interno, rendendo soffice il miele e lo zucchero.

Montatura

La fase della montatura è delicatissima. L’albume è formato principalmente da acqua e da proteine, che si possono immaginare come dei piccolissimi gomitoli di lana, separati gli uni dagli altri. Cominciando a sbattere l’albume, per effetto meccanico, qualche “gomitolino” comincia a “srotolarsi”: stiamo “denaturando” le proteine, cioè svolgendo il gomitolo. In questa fase, un numero sempre crescente di molecole di proteine si denatura, venendo inglobata nell'aria. Ha inizio il processo di coagulazione: le proteine si uniscono in un reticolo irregolare che ``imprigiona`` l'acqua, che di riflesso cattura le bollicine d'aria. Più si sbatte l'albume, più questo reticolo diventa fitto. Occorre, però, prestare particolare attenzione: se si formano troppi legami, troppa acqua fuoriesce, causando la smontatura dell'albume. Essenzialmente, lo sbattimento o la montatura delle uova determina l’inglobamento di bolle d’aria negli ingredienti liquidi, con la formazione di schiuma soffice. Con il procedere dell’azione di montatura, la struttura della schiuma cambia. Le bolle di aria intrappolate diminuiscono di dimensioni e aumentano di numero, rendendo la schiuma più leggera e rigida.

Asciugatura

Dopo la fase della montatura, relativamente breve (45 minuti), segue la fase dell’asciugatura dell’impasto, che dura 6-7 ore. Il braccio meccanico dell’impastatrice gira molto lentamente e l’impasto si asciuga ulteriormente fino a raggiungere un quantitativo residuo di acqua inferiore al 5 %. A questo punto le mandorle vengono addizionate con la vaniglia all’impasto e successivamente il torrone viene tolto manualmente dalla pentola e posato a mano su di un letto di cialde.

Posatura a mano

La posatura a mano del prodotto è l’ultima fase della lavorazione del torrone alle mandorle. A differenza dei prodotti industriali e anche degli altri prodotti artigianali, il torrone alle mandorle Scaldaferro viene posato interamente a mano in caratteristici fiocchi. Questo permette al prodotto di mantenere maggiore friabilità, perché l’aria racchiusa dall'albume cotto non fuoriesce per effetto di rullatura o altri procedimenti meccanici (spianatura, cocleatura) ed è già pronto per essere comodamente mangiato in pratici e friabili bocconcini.

Abbinamenti con formaggi

Molti clienti sono sorpresi che il torrone si possa abbinare ai formaggi. In realtà non c’e nulla di strano, perché, destrutturando il dolciume, si tratta di associare mandorle (oppure noci, pistacchio, nocciola) e miele al formaggio, un abbinamento assolutamente usuale.

Questi abbinamenti sono utili indicazioni per chi voglia decontestualizzare il torrone, non relegandolo a semplice dolciume della tradizione natalizia e per chi voglia preparare un fine pasto curioso ed intrigante o una cena con gli amici.

Alcuni esempi

Con Gorgonzola dolce

Il primo abbinamento che proponiamo è l'accostamento tra il torrone classico ed il gorgonzola dolce, a doppia panna o con aggiunta di mascarpone. La leggera piccantezza del formaggio viene smorzata dalla predominanza dolce del torrone e le due diverse consistenze diventano armoniche in bocca. Il formaggio gorgonzola deve il suo nome all’omonimo paese in provincia di Milano, dove si comincio a produrlo a partire dal 1400, per poi diffondersi nelle valli lombarde.E’ un formaggio a pasta cruda, di color bianco, con venatura di muffa verde, frutto del processo di “erborinatura”.Si può servire in un cucchaio con alcune scaglie di torrone spezzettato, in proporzione di 2 parti di torrone per una parte di formaggio.

Con Montasio semistagionato

Un altro abbinamento molto riuscito è tra il torrone limited edition al miele di mandorlo ed il Montasio semistagionato (6 mesi sono sufficienti). Il Montasio prende il nome dall'omonimo altopiano friulano dove si produce fin dal 1200 (originariamente presso l'abbazia di Moggio, proprietaria del territorio) uno dei grandi formaggi dop italiani. La nota di mandorla amara del torrone spicca netta e rotonda, accentuata dalla salinità del formaggio. Si può servire a cubetti il formaggio unendo una scaglia di torrone di pari peso.

Con formaggio caprino fresco

Infine, consigliamo l'abbinamento tra il torrone Limited Edition al pistacchio di Bronte e miele di coriandolo al formaggio caprino fresco, a pasta molle, che valorizza le note acide del miele e risalta la nota grassa della frutta secca.Si può servire spalmato su pane senza lievito con sopra della granella di torrone Scaldaferro.

Ricette

Abbiamo selezionato un insieme di ricette prelibate che vedono protagonista il nostro torrone assieme a diversi prodotti tipici del nostro territorio.

Il Torrone Scaldaferro può essere utilizzato come ingrediente nella preparazione di piatti salati. In particolare, il Torrone si abbina molto bene con il pesce, la pasta e le zuppe.

Spaghetti piccanti al torrone

INGREDIENTI (per 4 persone) • 75 g di torrone alle noci e Sulla Scaldaferro • 1 cucchiaio di pasta di acciughe • ½ peperoncino • 1 ciuffo di prezzemolo • olio extravergine di oliva • 300 g di spaghetti • sale e pepe

Fare cuocere gli spaghetti in una pentola con abbondante acqua salata. Intanto, con l’ausilio di un mixer, ridurre in pezzettini il torrone e disporlo in un piatto. Aggiungere 1 cucchiaino di pasta d’acciughe, il peperoncino tagliato a pezzetti, il prezzemolo tritato, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Quindi, amalgamare il tutto con cura. Versare sei cucchiai d’olio in un tegamino e metterlo sul fuoco. Non appena l’olio è ben caldo, aggiungere il composto preparato in precedenza e mescolare velocemente.
Quando gli spaghetti sono al dente, scolarli e condirli con questo sugo.

Fusilli al pesce spada e torrone al pepe di Sechuan

INGREDIENTI (per 4 persone) • 160 g di mandorlato all’arancio e pepe di Sechuan • 300 gr di fusilli • 1 fetta di pesce spada • 1 scalogno • 30 g pomodorini pachino • sale e pepe quanto basta

In una padella anti-aderente far rosolare lo scalogno in olio extra vergine d’oliva e successivamente unire i pomodorini a pezzetti. Aggiungere il pesce spada a quadretti; regolare di sale e pepe e cuocere pochi minuti. Una volta lessata la pasta, aggiungerla in padella e farla saltare nel sugo.

Aggiungere su ogni porzione la granella di torrone al pepe di sechuan.

Soufflè di Torrone allo zenzero

INGREDIENTI (per 6 persone) • 20 g di burro • 50 g di farina • 700 ml di latte • 1 pizzico di sale • 9 uova • 70 g di zucchero • 1 cucchiaino di zenzero • 150 g di torrone alle mandorle

Far bollire mezzo litro di latte. Nel frattempo unire la farina al burro fuso, aggiungere il latte caldo e far cuocere per 10 minuti. Quando si è parzialmente raffreddato, incorporarvi i tuorli ed il torrone tritato. Montare gli albumi a neve
ed aggiungerli all’impasto, quindi versarlo nello stampo per soufflé. Cuocere in forno a 200° per circa 30 minuti. Quindi, preparare la salsa allo zenzero: mettere a bollire 200 ml di latte con lo zenzero, sbattere 3 tuorli con lo zucchero.
Unire il composto al latte bollente, rimettere sul fuoco e mescolare con un cucchiaio di legno.

Quando inizierà ad aumentare il bollore, togliere dal fuoco e
lasciare raffreddare.

Lo spaccio

Se verrete a trovarci, vi accoglieremo nel nostro spaccio aziendale, che per noi è come casa nostra.

Nei mesi invernali, a partire da novembre, troverete tutta la produzione Scaldaferro, dal torrone ai gelati.
In anteprima, vengono fatti degustare ai clienti gli “esperimenti” dei nostri chef e messe in vendita produzioni con mieli rari che potrete trovare solo qui! Sono disponibili anche molte confezioni regalo: il torrone è abbinato a vini di qualità, birre e formaggi, per creare un’esperienza sensoriale unica da regalare o degustare con le persone care.

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24 Lug 2020, 17:04

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Cristian Otto se mi vuoi bene mi ci devi portare 😍

Mario Pinolo

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Il torrone Scaldaferro è composto da mandorle italiane tostate (o noci, o nocciole, o pistacchi), amalgamate al miele, zucchero e albume d’uovo montato a neve.

Il composto, bianco, cremoso e soffice, viene fatto cuocere lentamente, poi lavorato e posato a mano e incartato a caldo
Questi torroni sono prodotti con una percentuale elevatissima di miele ed una qualità che non hanno eguali nel mercato italiano.
L’azienda lavora, seleziona ed utilizza i migliori mieli italiani monoflorali, come il miele salino di Barena, il miele d’arancio siciliano.

Frutta secca

Per la produzione del Torrone Scaldaferro vengono utilizzate:

  • mandorle italiane provenienti dal sud Italia di consistenza tenera e friabile all’esterno e più dura e croccante all’interno.
  • le nocciole trilobate delle Langhe, prodotto IGP, unite al raro miele di rosmarino.
  • per il torrone alle noci selezioniamo la noce Lara di Adria in Polesine, che ha la particolarità genetica di presentare un mallo interno separato completamente dal guscio esterno.
  • per i torroni limited edition usiamo il pistacchio verde di Bronte DOP.

Miele

Usiamo solo i migliori mieli d’Italia e i più caratteristici:

  • miele salato di barena, è quello prodotto dalle api grazie ai fiori dello Sparto presente sulle terre emerse a ridosso della laguna di Venezia, quasi sempre sommerse dall’acqua salmastra
  • miele d’arancio siciliano, dalla piana di Ribera e di Catania
  • miele di rosmarino, unifloreale e molto raro
  • miele di nespolo
  • miele di ciliegio dalle piane pugliesi
  • miele di mandorlo siciliano
  • miele di coriandolo toscano
  • miele di Sulla abruzzese
  • miele di corbezzolo
  • miele di rosa bulgara damascena

Spezie

Un’attenta selezione di spezie rare e pregiate consente di esalare sapori e profumi:

  • pepe di Sechuan
  • sale Maldon
  • zafferano di Navelli
  • Zenzero

Altro

Tra gli ingredienti troviamo anche una selezione di materie prime fondamentali:

  • vaniglia
  • zucchero
  • albume d’uovo
  • cioccolato

Il torrone Scaldaferro è composto da frutta secca italiana tostata amalgamata a miele, zucchero e albume d’uovo montato a neve. Il composto, bianco, cremoso e soffice, viene fatto cuocere lentamente a bagnomaria in caliere di rame, poi lavorato e posato a mano e incartato a caldo: in questo modo è possibile conservare l’aroma e la fragranza di tutti gli ingredienti. La posatura a mano rende il torrone Scaldaferro estremamente friabile: invece di essere pressata, rullata o stirata meccanicamente, ogni stecca viene posata fiocco per fiocco su un letto di cialda, senza l’aggiunta di coloranti, conservanti o additivi chimici. Vediamo nel dettaglio come nasce il nostro torrone.

Molti clienti sono sorpresi che il torrone si possa abbinare ai formaggi. In realtà non c’e nulla di strano, perché, destrutturando il dolciume, si tratta di associare mandorle (oppure noci, pistacchio, nocciola) e miele al formaggio, un abbinamento assolutamente usuale.

Questi abbinamenti sono utili indicazioni per chi voglia decontestualizzare il torrone, non relegandolo a semplice dolciume della tradizione natalizia e per chi voglia preparare un fine pasto curioso ed intrigante o una cena con gli amici.

Con il Gorgonzola dolce

Il primo abbinamento che proponiamo è l’accostamento tra il torrone classico ed il gorgonzola dolce, a doppia panna o con aggiunta di mascarpone. La leggera piccantezza del formaggio viene smorzata dalla predominanza dolce del torrone e le due diverse consistenze diventano armoniche in bocca. Il formaggio gorgonzola deve il suo nome all’omonimo paese in provincia di Milano, dove si comincio a produrlo a partire dal 1400, per poi diffondersi nelle valli lombarde.E’ un formaggio a pasta cruda, di color bianco, con venatura di muffa verde, frutto del processo di “erborinatura”.Si può servire in un cucchaio con alcune scaglie di torrone spezzettato, in proporzione di 2 parti di torrone per una parte di formaggio.

Con il Montasio semistagionato

Un altro abbinamento molto riuscito è tra il torrone limited edition al miele di mandorlo ed il Montasio semistagionato (6 mesi sono sufficienti). Il Montasio prende il nome dall’omonimo altopiano friulano dove si produce fin dal 1200 (originariamente presso l’abbazia di Moggio, proprietaria del territorio) uno dei grandi formaggi dop italiani. La nota di mandorla amara del torrone spicca netta e rotonda, accentuata dalla salinità del formaggio. Si può servire a cubetti il formaggio unendo una scaglia di torrone di pari peso.

Con formaggio caprino fresco

Infine, consigliamo l’abbinamento tra il torrone Limited Edition al pistacchio di Bronte e miele di coriandolo al formaggio caprino fresco, a pasta molle, che valorizza le note acide del miele e risalta la nota grassa della frutta secca.
Si può servire spalmato su pane senza lievito con sopra della granella di torrone Scaldaferro.

Abbiamo selezionato un insieme di ricette prelibate che vedono protagonista il nostro torrone assieme a diversi prodotti tipici del nostro territorio.

Il Torrone Scaldaferro può essere utilizzato come ingrediente nella preparazione di piatti salati. In particolare, il Torrone si abbina molto bene con il pesce, la pasta e le zuppe.

Accedi da desktop e troverai tre succulenti ricette a tua disposizione.