Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Nunc odio purus, tempus non condimentum eget, vestibulum.

FOLLOW
Follow
Top

L’uovo, il codice a barre ed il segno del demonio

L’uovo, il codice a barre ed  il segno del demonio

Il codice a barre

Dal 1970 ha fatto la sua comparsa nei prodotti di largo consumo il codice a barre (codice E.A.N, European Article Number), sistema integrato che tramite un codice numerico codifica e contraddistingue un prodotto, dando delle informazioni sintetiche sull’origine e talvolta sul  contenuto della merce.

codice-a-barre

Il suo scopo è rendere veloci  le procedure di vendita fino a permettere il riconoscimento automatico dei prodotti e del rispettivo prezzo alle casse dotate di scanner.

Oggi, a più di trent’anni dalla sua introduzione  più del 95% delle merci in generale è marchiato con questo sistema.

Dal 2000 il sistema è diventato ancora  più sofisticato e può apporsi anche a superfici curve e a materiali i più disparati.

Anche sulle uova.

La necessità per il consumatore  di comprendere e tradurre in contenuti  i numeri di questo codice oggi è quanto mai importante.

Tratterò in successivi articoli le indicazioni del codice ean apposto sulla carne e sui formaggi.

Oggi voglio soffermarmi sull’uovo.

L’uovo

Nel caso delle uova il codice ean  è una vera e propria carta di identità che fornisce numerose informazioni utili sulle tipologie di produzione e sul luogo di provenienza dell’uovo.

Il primo numero del codice  indica il sistema di allevamento delle galline ovaiole: “0” per l’allevamento biologico, “1” per l’allevamento all’aperto, “2” per quello a terra, mentre il “3” riguarda quello in gabbia (o batteria).

Segue una sigla che specifica il Paese di produzione delle uova (IT per l’Italia, FR per la Francia, ES per la Spagna).

Un altro numero segnala il comune di appartenenza, mentre viene riportata anche la sigla della provincia dell’allevamento.

Le ultime tre cifre riguardano invece l’allevamento vero e proprio da cui provengono le uova: si tratta di un numero molto importante perché, assegnato dalle stesse autorità sanitarie locali, rivela che lo stabilimento di produzione è sottoposto al loro controllo.

uovocodice barre

Dal primo numero del codice possiamo trarre elementi fondamentali di valutazione sul tipo di alimentazione e di vita che conducono le galline produttrici e di conseguenza sulle uova  che andremo a mangiare.

Nell’allevamento biologico le galline razzolano all’aperto per alcune ore al giorno e depongono le uova in nidi o a terra.

Nell’ allevamento all’aperto le galline per alcune ore del giorno possono razzolare in un ambiente esterno. Le galline hanno circa 10 mq di spazio vitale e  le loro uova sono deposte nei nidi oppure deposte sul terreno e raccolte successivamente dall’allevatore.

Nell’allevamento a terra le galline ovaiole si muovono liberamente ma in un ambiente chiuso,solitamente un capannone. Hanno a disposizione circa 2 metri di spazio vitale (all’incirca quello di un carcerato nella cella).  Anche in questo caso le uova sono deposte nei nidi oppure vengono raccolte dagli allevatori sulla lettiera, dove sono state deposte.

Nell’allevamento in gabbia (o batteria) le galline si trovano in gabbia, dove depositano le uova su un nastro trasportatore che le porta direttamente al confezionamento.

Le galline hanno uno  spazio vitale pari a  55 cm quadrati l’una.

Vivono, mangiano, defecano (e muoiono) sempre in una gabbia e la loro vita è regolata da illuminazione artificiale.

Ogni 4 ore (o 2 ore, se l’allevamento è intensivo) le luci vengono spente per due ore, per indurre un ritmo biologico che simuli l’alternarsi del giorno e della notte e induca una maggiore produzione di uova.

Non sono un animalista. Ma dopo aver visitato nel torinese anni orsono un allevamento intensivo, ho acquistato delle galline e le faccio razzolare liberamente in campagna. Ho uova fresche e la coscienza a posto.

Il fatto che 30 anni dopo la sua ideazione il codice ean sia stato apposto anche  al guscio d’uovo, mi ha indotto due associazioni mentali.

Una riguarda la simbologia legata all’uovo.

La forma, la tonalità di colore, la perfezione dell’uovo, ne hanno fatto un elemento fondamentale di miti molto complessi.
Nella cosmologia egizia, ad esempio, il dio Ptah, creatore dell’uomo, è rappresentato mentre forgia un uovo.

Il popolo dei Fenici usava come simbolo un serpente eretto con un uovo in bocca.
L’uovo è oggetto simbolico anche nella cultura cristiana.

Nell’uscita del pulcino dall’uovo i primi cristiani raffiguravano un’espressiva simbologia della resurrezione di Cristo.

piero della francesca uovo

Nell’iconografia cristiana, l’uovo è il simbolo della Resurrezione, il suo guscio rappresenta la tomba dalla quale esce un essere vivente.

Nelle tombe dei martiri a Roma si sono trovate uova simboliche di marmo.

In seguito divenne un rito portare in chiesa le uova il giorno di Pasqua (attualmente è un rituale ancora in uso nella chiesa ortodossa russa: me lo ha insegnato e mostrato  la nostra tata ucraina) perché fossero benedette: il legame delle uova con la Pasqua è divenuto sempre più forte, fino ad originare in tutto il mondo la grande tradizione pagana dell’Uovo Pasquale di cioccolato.

Siccome l’uovo é naturalmente il simbolo della resurrezione di Gesù Cristo si é ritenuto appropriato associarlo alla celebrazione pasquale e dunque durante queste festività il dolce tradizionale è appunto l’uovo di cioccolato.

L’uovo, proprio per questa ricchezza di significati è stato anche  molte volte rappresentato nella pittura classica e dai pittori simbolisti moderni: magritte, Dalì, Piero della Francesca per citarne alcuni.magritte uovo

Satana

La seconda  associazione mentale riguarda il funzionamento del codice ean e il suo rapporto con il guscio dell’uovo.

In linea di massima, gli scanners di oggi possono riconoscere le cifre decimali normali, tuttavia errori di lettura sono possibili.

E’ per questo motivo che ai numeri sono stati affiancate una serie di barre (nere) e spazi intermedi (bianchi) di diversa larghezza, che traducono tramite un codice gli stessi numeri riportati nello spazio sottostante.

Il codice a barre, l’alternarsi di barre scure e spazi vuoti,  semplice e decifrabile dalle macchine, permette il raggiungimento di un margine di sicurezza di oltre il 99% e gli errori di lettura sono pressoché nulli.

Ogni serie di  numeri è separata dall’altra  da una barra più lunga (nel complesso del codice sono visibili tre barre più lunghe delle altre) anche questa corrispondente ad un numero,  che  permettono alla macchina lettrice di rilevare l’ inizio, il centro e la fine della serie numerica.

Contemporaneamente alla nascita del codice ean negli anni settanta  è sorto un movimento popolare  spontaneo il quale  predica che questo segno grafico non sia altro che  un marchio imposto dal demonio.

Questo movimento contrasta  nella sua ideologia più profonda la massificazione dei prodotti e  la logica del profitto.

Il codice a barre assurgerebbe a simbolo delle multinazionali, di una politica di appiattimento del gusto, il riassunto stilizzato della globalizzazione imposta dall’alto.

Secondo una suggestione del movimento, dietro ai numeri del codice a barre che vengono stampati sull’imballo se ne nasconde uno simbolico, sempre lo stesso, indipendentemente dalle informazioni del prodotto.

Si tratta di un numero nascosto, ma significativo sul piano dell’occulto.

Nel contesto del sistema di scrittura del codice a barre, infatti,   la  barra divisoria più lunga rappresenta numericamente il numero 6.

Ciò significa che ogni prodotto è marchiato sempre con il numero 666, avendo come detto il codice tre barre più lunghe che dividono l’inizio, il centro e la fine del codice numerico.

A questo punto, appare necessaria  una digressione  al libro conclusivo della bibbia, l‘L’Apocalisse di San Giovanni dove si dice, a proposito della Bestia:” Con queste manovre, tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, si faranno marchiare sulla mano destra o sulla fronte, e nulla si potrà acquistare o vendere che non sia marchiato in nome della Bestia o secondo le cifre del suo nome” La saggezza parla da sola Che l’uomo dotato di intelletto calcoli la cifra della Bestia, la cifra dell’essere umano. E questa cifra è 666”. (Apocalisse, 14-16)

Quindi il demonio sarebbe riuscito a marchiare tutto ciò che noi vendiamo, compriamo e consumiamo  con il suo numero e simbolicamente se ne sarebbe impadronito.

Ora, se volessimo continuare in questo sforzo simbolista, la bestia si sarebbe impadronita anche della forma dell’uovo e di ciò che rappresenta, la conoscenza, la  speranza della rinascita…

Non lo penso.

L’uovo, con le informazioni che trasmette sul suo guscio tramite il codice ean,  almeno in questo caso, può determinare la scelta consapevole del consumatore.

Io, quando nei mesi in cui le mie galline non producono uova (per chi non lo sapesse le galline “normali” solitamente riducono la produzione nei mesi da novembre a marzo, per poi riprendere massicciamente con l’avvicinarsi della Pasqua) , leggo attentamente quello che acquisto. Usando il codice ean.

Fatelo anche voi.

La conoscenza ci rende liberi.

A presto.

p