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le tette, il latte e l’immaginario fotografico

Le tette, il latte e l’immaginario fotografico

Ho recentemente visto con la famiglia una mostra nella bellissima cornice del palazzo San Gaetano a Padova.

Si tratta di un centro culturale/congressi con  sala espositiva che ricorda nelle intenzioni lo spirito parigino: molta luce, sale incantevoli e ben disposte, spazi di aggregazione giovanile e ludiche.

Sono andato a vedere la mostra “ Quell’instabile oggetto del desiderio “ – immaginario del seno femminile nella fotografia d’autore.

L’esposizione curata da Alfonso Pluchinotta (chirurgo in Padova) è stata interessante più sotto l’aspetto descrittivo che fotografico, presentando molte letture del seno femminile a cui facevano riscontro foto di numerosi artisti del 900 che hanno rappresentato il seno come modello erotico, estetico, di seduzione,  nel contesto individuale e sociale, come strumento di allattamento, come strumento pubblicitario.

Non siamo potuti  rimanere alla mostra  quanto meritava, perché mio figlio più piccolo di 2 anni, ancora allattato da mia moglie, alla vista delle foto  ha iniziato a gridare “tette, tette “ e si è messo  a correre dappertutto inseguito dalla sorellina più grande…

Tra le varie foto, più di cento, ne ho scelte alcune, aventi come tema focale  l’allattamento, che vi ripropongo.

La prima è di Leo Matiz, e descrive un bambino colombiano già grande in fuga con la madre.CIMG1375

La foto ci ricorda che il latte è il primo e talora unico sostentamento dei poveri.

Il latte è l’archetipo alimentare che trova nel calice – seno il suo compimento, la trasformazione alchemica dal sangue in latte.

La seconda è di Werner Bischof ed è curiosa: rappresenta una bimba attaccata alla tetta della mamma, che tiene in mano un secchio vuoto di latte..: quello che è naturale non ha bisogno di strumenti interposti o mezzi artificiali, il secchio appunto.

CIMG1376

La terza è di Jan Saudek, e rappresenta un seno gocciolante: immagine sgranata e cruda, che richiama l’origine della vita.

CIMG1377

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la quarta è di Jerry Schatzemberg e rappresenta il profilo di una donna con luci ed ombre avvolgenti: è la foto di copertina del catalogo che vi consiglio di acquistare.CIMG1378

Chiudo questo spunto con una riflessione tratta da una delle descrizioni della mostra, quanto agli aspetti psicologici e relazionali legati al seno:

gli antropologi ci ricordano che durante l’allattamento la prima cosa che i neonati vedono non è il seno, che il bimbo non può mettere a fuoco dalla sua posizione ma il volto materno.

I volti umani sono rotondi, molto più delle altre scimmie adulte: quando sorridiamo le nostre facce diventano rotonde e gli angoli sollevati della bocca insieme con le sopracciglia rivolte verso il basso creano un’immagine circolare all’interno di un cerchio più grande”.

Il doppio cerchio concentrico ricorda il rapporto dell’aoreola all’interno del seno.

Che sia per questo il motivo per cui la nostalgia del seno che accompagna l’uomo durante la sua vita accorda una particolare attrazione alle rotondità in tutte le loro espressioni?

Un saluto.

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