Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Nunc odio purus, tempus non condimentum eget, vestibulum.

FOLLOW
Follow
Top

l’angelo guerriero

Quest’estate, se vi trovate da quelle parti, andate a visitare la località di monte Sant’Angelo, un santuario ricco di storia e di fede nella Puglia garganica, meno noto di quello “commerciale” di Padre Pio.
Ho scoperto nella mia visita che il culto Micaelico dell’angelo guerriero, comandante delle armate angeliche, è molto diffuso in Europa e praticato con devozione.
La figura dell’arcangelo è di particolare rilievo nell’antico testamento e nell’iconografia classica.
L’immagine di Michele arcangelo nella pittura dipende dai passi dell’Apocalisse.
È comunemente rappresentato alato in armatura con la spada o lancia con cui sconfigge il demonio, spesso nelle sembianze di drago.
È il comandante dell’esercito celeste contro gli angeli ribelli del diavolo, che vengono precipitati a terra.
A volte ha in mano una bilancia con cui pesa le anime, particolare che deriva dalla tradizione islamica, a sua volta legata ai miti egizi. Anche gli dei egizi infatti sono spesso raffigurati nel libro dei morti intenti a pesare le anime, ovvero a giudicare le persone prima del passaggio da un mondo all’altro.
Ci sono tre santuari della spiritualità che pregano questa entità: Mont Saint- Michel in Bretagna, la Sacra di San Michele in Val di Susa in Piemonte e appunto Monte Sant’angelo, tutti luoghi legati all’apparizione dell’angelo.
L’importanza del santuario è grande.
La via del pellegrino, che partiva da Canterbury in Inghilterra e Santiago di Compostela in Spagna, dopo aver percorso a piedi tutta la via Francigena per oltre 1000 km. approdava prima a Roma ed ultimava il suo cammino in questo santuario.
Per 400 anni questa zona, sotto l’ influenza longobarda è stato il centro direttivo politico e spirituale del sud. Si incoronavano re, venivano in pellegrinaggio imperatori e Santi (come San Francesco, che ha lasciato dei segni del suo passaggio sul muro di ingresso della cripta) e migliaia di pellegrini come gesto devozionale.
Il sito è stato recentemente dichiarato patrimonio dell’umanità dall’unesco.
Partecipare ad una messa nella grotta dell’apparizione da i brividi, perché il sentimento di fede e misticismo della comunità è immediatamente percepibile ed altissimo.
Ultimata la visita alla chiesa, alla cripta e alla grotta, per i profani è consigliabile una sosta al ristorante medioevo, lungo la via che porta al castello (www.ristorantemedioevo.it).
Si tratta di una trattoria slow food di buon livello, dove il proprietario seleziona con cura la materia prima e produce un ottimo caciocavallo stagionato a prezzi molto accessibili. Consiglio il vino bianco della casa e un asaggio della selezione di pasticceria offerta dalla casa. Vale una sosta.
Buone vacanze.
p