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la peste e la noce moscata

La peste e la noce moscata

Vorrei intrattenervi oggi con una notizia curiosa che ho recentemente appreso  leggendo una nuova rivista di alimentazione di un importante grande distribuzione e che ha diretta attinenza con il mio prossimo libro che sta per essere dato in questi giorni alle stampe (si intitolerà “La Repubblica del dolce” e tratta della Repubblica  Veneziana e del suo  rapporto con le spezie, in particolare con lo zucchero).

Ordunque, la notizia riguarda la noce moscata.nocemoscata300 La noce moscata e’ una delle spezie piu’ conosciute al mondo, divenendo la protagonista delle principali rotte commerciali del 500,  sempre presente nei mercati della leggendaria Costantinopoli, crocevia dei mercanti che percorrevano le vie delle spezie tra Europa e Oriente, fino a Venezia e poi verso i Paesi del nord Europa in Olanda, Gran Bretagna e Portogallo.

La noce moscata e’ il seme di un albero sempreverde alto 8-10 metri, della famiglia delle Myristicaceae, originario dell’arcipelago delle Molucche (Indonesia) e diffuso in tutte le regioni tropicali.

Due o tre volte l’anno produce numerosi frutti succosi, delle dimensioni di piccole pesche gialle.

All’interno del frutto c’e’ una noce grande 3 o 4 centimetri, ricoperta da un involucro di colore rosso, il macis che e’ esso stesso una spezia.

All’interno della noce vi è un unico seme morbido che diviene presto di consistenza legnosa: la noce moscata.

noce_moscata

Nel 1500, proprio gli stati sopra nominati si affrontarono in acerrime battaglie commerciali per raggiungere l’egemonia sul commercio di questa piccola noce, considerata piu’ preziosa dell’oro, non solo per l’utilizzo in cucina ma perche’ si riteneva una cura efficace contro la peste.

Infatti era credenza popolare che portare al collo una noce moscata scacciasse la peste.

E quindi tutti i ricchi dell’epoca durante le epidemia di peste che dimezzarono tra il 400 e il 500 la popolazione in europa,  si facevano confezionare  sacchetti di stoffa o di cuoio  da portare al collo colmi di noci moscate.

L’esperienza pratica e l’osservazione della natura aveva sviluppato una tale credenza, che da studi recenti  risulta essere stata di reale efficacia.

Erroneamente si pensa che il contagio della peste fu nel ‘400 e ‘500 cagionato dai topi.

In realtà i topi fungevano soltanto da vettore di diffusione della malattia.

Il tramite per il contagio dell’uomo  tuttavia non era il topo ma la pulce del ratto ed un particolare tipo di zanzara, che dopo aver punto i topi, trasmetteva per via ematica il bacillo all’uomo.medico deppa peste

Orbene, la noce moscata, si è scoperto, contiene un olio essenziale che funge da repellente per questi tipi di insetti, e dunque il suo odore effettivamente contribuiva a diminuire il rischio di contagio, allontanando pulci e zanzare, come un Autan ante litteram.

Della medesima famiglia della noce moscata è il chiodo di garofano.

L’olio essenziale di garofano contiene eugenolo, quello di noce moscata contiene isoeugenolo.

Queste due sostanze oltre ad essere responsabili dell’odore aromatico emanato dalle spezie, sono in grado di svolgere una attività antisettica e antiparassitaria piuttosto efficace.

Per queste proprietà antisettiche e di repellenti per gli insetti le spezie furono anche usate nelle stive dei velieri mercantili per la conservazione delle derrate alimentari.

La capacità di produrre sostanze di questo tipo non si è evoluta ovviamente nelle piante di origine per uso e consumo dell’essere umano, ma come meccanismo di difesa dall’assalto di funghi, batteri e parassiti che nei climi caldi e umidi in cui esse crescono, ne attaccherebbero facilmente foglie e fusti.