Anche il nostro cono gelato racconta una storia
La storia del cono gelato è più antica e più contesa di quanto si immagini. Già nell’Ottocento, tra Francia e Italia, nei caffè più eleganti, si serviva il gelato in involucri dolci fatti con farina ed uova.
Poi, nel 1904, alla Fiera Mondiale di St. Louis, nacque la forma che tutti conosciamo: un venditore di gelato rimasto senza vaschette di vetro chiese aiuto al banco di cialde accanto, e da quell’improvvisazione nacque il cono come lo pensiamo oggi.
In realtà, la vera invenzione arriva prima: nel 1903 Italo Marchiony, un immigrato italiano a New York, brevettò uno stampo per realizzare coni commestibili. La Fiera di St. Louis ne consacrò semplicemente la popolarità nel mondo.
Da allora il cono non è più stato un semplice contenitore: è diventato parte dell’esperienza del gelato, quasi quanto il gelato stesso.
Per questo motivo noi lo valorizziamo tanto quanto il gelato che contiene.
Abbiamo scelto di tornare all’essenziale: farina, burro, zucchero, tuorlo d’uovo (non albume, che lo rende troppo friabile), acqua , vaniglia in bacca, cannella e acqua. Nessun conservante, nessun grasso idrogenato, nessun aroma artificiale a coprire quello che la materia prima sa già dare da sola.

La vaniglia in bacca regala un profumo caldo e avvolgente, mai invadente: si sente al naso appena si spezza il cono, prima ancora di assaggiarlo. La cannella arriva subito dopo, una nota speziata che accompagna senza mai sovrastare. Ed è proprio in quell’equilibrio — dolce, burroso, leggermente speziato — che si riconosce la differenza tra un cono fatto in casa e uno industriale.
Un buon cono si giudica dal primo e dall’ultimo morso. Il nostro è friabile ma resistente: si spezza con un suono netto, non si sbriciola tra le mani e, soprattutto, “non si ammoscia” a contatto con il gelato. Merito della lavorazione: cottura in piccole quantità, arrotolatura a mano ancora caldo attorno allo stampo, per ottenere quello spessore sottile ma solido che regge il peso del gelato.
Venite ad assaggiarlo presso la gelateria Scaldaferro (via cà tron 31 Dolo – Venezia)
