La zucca barucca

Nota sin dai tempi più antichi, la zucca ha rappresentato per secoli una riserva alimentare nelle zone più povere, soprattutto contadine. Oggi appare invece nelle migliori proposte della nostra cucina per il suo gradevole sapore e per la sua versatilità nell’abbinarsi a mille ricette.

La zucca si presta anche ad essere utilizzata nell’arte decorativa e tenerla in casa è sempre auspicio di felicità e di abbondanza, una tradizione questa che viene dall’oriente, legata alla notevole quantità di semi che contiene e che ne fanno un simbolo di fertilità.

Il Veneto è una delle regioni italiane dove questa pianta, conosciuta come “Marina di Chioggia”, si è meglio acclimatata e dove è coltivata in maniera intensiva per un consumo abituale nei comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona.

La zucca marina di Chioggia si presenta a tralcio lunghissimo, con un frutto caratteristico e di immediata riconoscibilità, grosso, rotondo e schiacciato ai poli con evidente ombelico simile a un turbante. Gli spicchi sono molto marcati, mentre la buccia ha una colorazione variabile dal verde scuro al grigio, ed è molto bitorzoluta. La pasta si presenta spessa e di colore giallo arancione, è zuccherina e molto saporita, mentre il peduncolo è lungo, grosso e consistente.

L’influenza del mare sul clima di Chioggia e dintorni ha certamente contribuito al diffondersi di questa cucurbitacea che non ama le temperature basse e ha elevate esigenze termiche sia per la germinazione (tra 25 e 30°C.) che per la crescita (tra 20 e 30°C.).

La zucca è particolarmente ricca di vitamina A e contiene calcio, fosforo e potassio. Si consuma lessata, al forno, in umido, fritta in fettine sottili, in zuppe, creme, minestre, minestroni, risotti. Anche cruda in antipasti o insalate miste. Grazie alla particolarità della polpa di colore giallo arancio, spessa, dolce, turgida, farinosa e priva di fibrosità, la Zucca Marina è particolarmente indicata per la preparazione dei “gnocchi di zucca”.

Detta anche “baruffa”, soprannome che le deriva forse dal fatto che Carlo Goldoni ne parla nella sua commedia “Le baruffe chioggiotte” –  o “barucca” per collegarla alla forma che vagamente ricorda una testa umana, o originata dal latino “verruca” con allusione alla superficie ruvida di tale zucca, nel periodo autunnale sono  a lei dedicate numerose e varie sagre “paesane” , come quella importante di Salzano, in provincia di Venezia, che si tiene ogni anno  dalla fine di ottobre ai primi di  novembre.

La farina di zucca barucca viene attualmente utilizzata nell’impasto dei biscotti al mandorlato, seguendo l’antica ricetta degli speziali veneziani.