Zucchero

Lo zucchero utilizzato dal Torronificio proviene dagli zuccherifici in funzione già a partire dal 1910 di Pontelongo, storico paese in provincia di Padova che si affaccia sul fiume Bacchiglione, indispensabile un tempo sia per la lavorazione che per la  comunicazione ed il  trasporto del prodotto.

Lo zucchero utilizzato nel mandorlato proviene dalla raffinazione della barbabietola da zucchero italiana.

Allo zuccherificio le barbabietole vengono pesate e lavate, prima di essere tagliate a fette, dette “fettucce”.

Comincia, quindi la fase della “diffusione”, durante la quale si estrae lo zucchero contenuto nelle fettucce, facendole entrare in un cilindro in cui circola acqua calda nel senso inverso rispetto all’entrata delle fettucce.

L’acqua si arricchisce così, poco alla volta, dello zucchero delle fettucce che viene poi depurato e filtrato, diventando un sugo chiaro. Questo viene poi inviato ad una serie di evaporatori per eliminare l’acqua, il sugo denso ottenuto viene poi fatto concentrare in bolle di cottura, trasformandosi in tanti piccoli cristalli avvolti in uno sciroppo colorato dalle impurità residue.

In seguito viene fatto raffreddare e poi inviato alle centrifughe, per separare lo zucchero cristallizzato dallo sciroppo.

Lo zucchero così ottenuto è sottoposto prima ad un processo di essiccazione per abbassarne il tenore di umidità e poi raffreddato, perché sia idoneo alla conservazione:  si ottiene così lo zucchero, pronto per essere consumato.

Nella produzione limited edition del Mandorlato Scaldaferro, allo zucchero semolato si aggiunge lo zucchero di canna grezzo, che valorizza particolarmente il blend di mieli pregiati utilizzati in cottura.