Il miele di barena

Nella miscela dei mieli che compongono il Mandorlato Scaldaferro, è presente il miele di barena.

Tale prodotto è tipico dei comuni della gronda lagunare dove è presente la barena che confina con l’acqua salmastra.

Le barene sono le terre emerse a ridosso e all’interno della laguna.

Secondo gli studiosi il loro nome deriva da “baro”, nome volgare per indicare un fitto manto di cespugli oppure un terreno paludoso incolto.

L’aspetto è quello di un’isola piatta e bassa, con substrato formato da sedimenti prevalentemente limoso – argillosi.

Le aree quasi sempre sommerse sono occupate da una particolare graminacea, lo sparto delle barene, Spartina maritima (Limonio-Spartinetum maritimae): si pensa che essa sia stata introdotta accidentalmente dalle coste atlantiche, ma che si sia perfettamente insediata grazie alle alte escursioni di marea che caratterizzano l’alto Adriatico e che lo rendono ecologicamente simile all’Oceano Atlantico.

Il genere di fiore da cui deriva il miele di barena è il Limonium specie vulgare, appartenente alla famiglia delle Plumbaginaceae – chiamato in gergo “fiorella di barena”, che presenta una consistenza media e un colorito opaco, giallognolo.

La sua fioritura avviene tra la fine di giugno e la metà di settembre.

La produzione del miele di barena, nella gronda lagunare veneziana, risale già alla fine dell’800: il processo di produzione prevede che le arnie siano stanziali nelle zone di barena o, più spesso, siano portate sul luogo dagli apicoltori verso la metà di luglio e appoggiate a delle palafitte.

Il miele di barena è uno dei più tipici mieli salati italiani, assieme all’elicriso, il cosiddetto miele da spiaggia toscano ed al corbezzolo sardo.

Il miele di barena si caratterizza per un sapore leggermente amaro, con forti note minerali ed un colore rosso scuro. Dal punto di vista gustativo e sensoriale, si avvicina  al miele di Corbezzolo, senza averne le persistenti note amare e lascia al palato una piacevole nota salata.